Dalila Micaglio

Dalila Micaglio

per lavoro e per vocazione scrivo e imprimo, nero su bianco, le idee degli imprenditori, tirando fuori la personalità dei brand e dando loro una voce chiara e riconoscibile.

dopamina nel marketing

DOPAMINA NEL MARKETING

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Dopamina Nel Marketing: stimolare questo neurotrasmettitore con strategie ad hoc può impattare sulle vendite.

 

Perché acquistiamo un prodotto invece di un altro?

Perché un brand ci ispira fiducia e finalizziamo un acquisto?

Perché, a volte, invece, ci pentiamo dell’acquisto effettuato?

In tutti questi casi potrebbe esserci “lo zampino” della dopamina.

Ne hai mai sentito parlare?

Se hai un’attività professionale, un’azienda o ti stai approcciando adesso al marketing devi conoscere questo neurotrasmettitore. È implicato in molti processi decisionali ed è uno dei propulsori cerebrali dell’acquisto.

Sì, esatto, quella stessa sostanza chimica che ci motiva e ci premia, che influenza il nostro apprendimento e il modo in cui reagiamo emotivamente, è la stessa sotto i riflettori anche quando parliamo di pubblicità e consumo. Ed il marketing la sfrutta per creare quel legame invisibile che ci spinge verso un prodotto o un servizio. Curioso, vero?

Cos’è la dopamina e a cosa serve?

La dopamina è un neurotrasmettitore chiave nel cervello, fondamentale per il sistema di ricompensa e motivazione. Scientificamente regola molteplici funzioni, tra cui il movimento, l’apprendimento, l’attenzione e le risposte emotive. Funziona come un messaggero chimico, influenzando non solo il nostro benessere psicologico ma anche il comportamento verso la ricerca di piacere e la gestione dello stress. La sua corretta regolazione è essenziale per mantenere un equilibrio psico-fisico, evidenziando il suo ruolo critico nella salute mentale e nel comportamento umano.

Dopamina e marketing: il legame che non t’aspetti…

Scoperta nel 1957 da Kathleen Montagu, la dopamina, inizialmente legata alla produzione di norepinefrina, si è rivelata avere un ruolo sorprendentemente ampio nel nostro comportamento. Nonostante sia prodotta da una frazione minima delle cellule cerebrali, influenza profondamente le nostre sensazioni di piacere e ci motiva a cercare quella sensazione ancora e ancora.

 

Immagina di trovarti davanti a una vetrina luminosa, occhi puntati su quel gadget tecnologico che da settimane ti tenta. Oppure, pensa a quel momento in cui, dopo una lunga giornata, ti concedi un pezzetto di cioccolato fondente, sentendone il gusto avvolgente.

Cosa scatena in te quella sensazione di immediata soddisfazione?

Al di là del piacere sensoriale, è la dopamina a lavorare dietro le quinte, spronandoci in queste “cacce moderne” al piacere.

Infatti, la dopamina funge da potente catalizzatore di piacere e gratificazione, un’eredità ancestrale che ci spinge a soddisfare bisogni primordiali, come il cibo.

Oggi, questa ricerca di piacere si estende anche e soprattutto alle nostre abitudini di consumo. Quando ci concediamo un pezzetto di cioccolato o facciamo acquisti desiderati, il nostro cervello si illumina di felicità, spinto da questo neurotrasmettitore. Questa spirale di soddisfazione, se incontrollata, può diventare una caccia incessante al prossimo “colpo” di piacere, trasformando luoghi di vendita e piattaforme online in veri e propri campi di caccia alla dopamina, dove ogni acquisto promette una nuova ondata di felicità.

Attivazione Del Circuito Dopaminergico: La Ricerca Incessante Di “Quello Che Verrà”

Il circuito dopaminergico si attiva non solo in risposta al piacere immediato, ma anche in anticipazione di soddisfazioni future, guidando le nostre decisioni di acquisto oltre il valore tangibile degli oggetti.

Infatti, quando parliamo di dopamina e il suo ruolo nei processi decisionali legati agli acquisti, ci addentriamo in un viaggio affascinante attraverso i meandri della psicologia umana. Questo viaggio inizia con una domanda semplice ma profonda che dovremmo porci ogni volta che stiamo per acquistare qualcosa: cosa ci sta spingendo realmente a desiderare un oggetto?

La risposta, spesso, risiede non tanto nell’oggetto in sé, quanto in quello che esso rappresenta per noi.

Prendiamo, ad esempio, l’acquisto di una borsa di lusso. In superficie potrebbe sembrare un semplice contenitore per portare con sé gli oggetti personali. Tuttavia, il vero valore percepito di quella borsa va ben oltre la sua funzionalità. Si tratta di un simbolo di status, un segno distintivo che comunica non solo il nostro gusto estetico, ma anche la nostra appartenenza a un determinato strato sociale. È l’idea di indossare quella borsa in occasioni speciali, di ricevere complimenti per la scelta raffinata, di sentirsi parte di un gruppo esclusivo.

Queste aspettative e proiezioni future sono alimentate dalla dopamina, che ci spinge a cercare nuove esperienze e soddisfazioni. Così, quando ci apprestiamo a finalizzare un acquisto, non stiamo solo comprando un prodotto: stiamo acquistando la promessa di felicità, apprezzamento e appartenenza che ci aspettiamo di ricevere.

La dopamina ci motiva a intraprendere azioni che prevediamo ci daranno una ricompensa, immediata o futura, influenzando profondamente i nostri comportamenti di consumo. Questa comprensione apre una finestra sulle strategie di marketing mirate non solo a soddisfare bisogni immediati, ma anche a evocare desideri e aspirazioni profonde, rendendo il processo di acquisto un’esperienza ricca di significato e aspettative.

Dopamina nel marketing: il ruolo del copywriting

Vuoi che le tue landing page convertano di più?

Vuoi che i tuoi testi siano più incisivi e impattanti?

Vuoi che il tuo potenziale cliente sia maggiormente invogliato ad acquistare il tuo prodotto o il tuo servizio?

Allora, devi considerare il ruolo assolutamente determinante del testo nella tua comunicazione.

Le parole evocano immagini

Le parole fanno immaginare quello che sarà e, quindi, attivano il circuito dopaminergico

Le parole plasmano la realtà

Le parole fanno DECIDERE.

 

Infatti, attraverso l’uso di narrazioni coinvolgenti, descrizioni vivide e promesse di esperienze uniche, il copywriting può stimolare la liberazione di dopamina.

Questo processo non solo aumenta l’interesse verso un prodotto o servizio ma incentiva anche il lettore all’azione, grazie alla creazione di una connessione emotiva profonda.

Per esempio, poniamo il caso che tu venda delle scarpe sportive e comode.

Potresti utilizzare la metafora legata al viaggio e all’avventura per far sì, grazie al giusto copy, che il tuo lettore si immedesimi nella descrizione di un’avventura mirabolante. Il tuo lettore potrebbe iniziare a pregustare le sensazioni visitando un luogo esotico, il comfort durante la sua esplorazione ecc.

La stessa cosa vale in altri contesti. Per esempio, immaginiamo un testo di una pubblicità del caffè.

Per attivare la spinta dopaminergica il copy si soffermerà sull’esperienza dell’utente, sulle sue mattine trasformate in momenti di puro piacere e nuova energia. Così, stimolerà il lettore a immaginare un inizio di giornata arricchito da aromi intensi e momenti di serenità. Questo tipo di narrazione stimola la curiosità e il desiderio, giocando sull’effetto che queste esperienze possono avere sulla nostra vita quotidiana.

 

Quindi, in linea di massima, per stimolare la dopamina attraverso i tuoi contenuti, è essenziale adottare un linguaggio che susciti immagini vivide e promesse allettanti, evocando sensazioni intense e promesse realistiche. Questo approccio, che intreccia aspettative elevate a esperienze tangibili, promette al lettore un cambiamento palpabile post-acquisto.

Ma attenzione: il timing nell’uso della dopamina è fondamentale per garantire che la tua comunicazione sia non solo efficace e produttiva ma anche sostenibile nel tempo.

La sfida sta, oltre che nello scegliere le parole e le metafore giuste, nel bilanciare l’attivazione dopaminergica con momenti adeguati, che prevedono 8in base al caso specifico) l’attivazione dell’attenzione, del cortisolo etc.

 

Quindi, se vuoi che la tua comunicazione sia efficace e produca risultati, non puoi permetterti di utilizare la dopamina al momento sbagliato.

Perché sì, oggi ti ho parlato di questo neurotrasmettitore che è importantissimo nelle nostre vite ed è implicato anche nelle nostre decisioni di acquisto, ma se in vendita viene usato troppo presto o troppo tardi non ti porterà ai risultati sperati.

E sì, nel copywriting (che si basa sui principi di neuro marketing), ci sono tempi e stimoli ben definiti e dipendono tutto da cosa vendi e a chi lo vendi.

 

Quindi, se vuoi che la tua comunicazione inizi finalmente a funzionare a dovere, sia etica e coerente con la tua immagine contattami adesso: fissiamo una call e parliamo del tuo brand.

 

PAROLE GIUSTE= STIMOLI GIUSTI= PIÙ VENDITE

 

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